Immagina di trovarti un sabato a gestire una missione molto importante con dirigenti di altissimo livello che ti vengono a trovare, immagina di aver preparato tutto nei minimi dettagli, riunioni su riunioni, missioni sul campo a preparare i luoghi da far vedere, la gente con cui riunirsi, le attività da svolgere.
Immagina che tutto funzioni perfettamente, immagina che la giornata stia volgendo al termine, la ultima riunione stia per finire con i complimenti generali per come viene gestita l'intera operazione e che la cena con un fantastico (quanto pesante) maialino al forno sia pronta da servire.
Immagina ora che all'improvviso i visi si fanno tesi e pallidi, uno dei dirigenti si sente male, una fitta, poi dolore al braccio, il cuore. Immagina la corsa all'unica clinica “accettabile” del luogo, la cena che salta, la missione che prende una piega differente, i telefoni che cominciano a surriscaldarsi, la cruda realtà che viene a galla.
Immagina che il mondo ONU si mette in moto, immagina che medici di mezzo mondo vengono interpellati, immagina che le più alte autorità nazionali vengono contattate, immagina i diversi piani di evacuazione che vengono presi in considerazione.
E ora immagina che le autorizzazioni non arrivano, immagina che l'aeroporto di notte non funziona, immagina che il primo volo è alle 4 di domani pomeriggio, immagina che l'elicottero dell'esercito non può atterrare nella capitale, immagina che il viaggio in macchina di 5/6 ore è troppo rischioso, immagina che l'unico medico presente è quello della clinica e non ti fidi.
Ed immagina che le ore passano, in sudamerica la gente dorme ed in europa non si è ancora svegliata, ed immagina che la clinica di notte nel frattempo gestisce le emergenze, immagina un ragazzo che arriva privo di sensi, si cerca di rianimarlo ma non reagisce.
Immagina che nel frattempo è l'alba, nessuno ha dormito, il nervosismo e la tensione aumentano, immagina che sono passate 13 ore e tutto è come prima.
Sono le 9, l'ambulanza aerea organizzata per l'emergenza è finalmente atterrata, il paziente è trasferito nella capitale, sembra stia bene (e anche il ragazzo se l'è cavata). Ed ora immagina se invece che un alto dirigente si fosse trattato di un uomo qualunque.
E scopri di essere in trappola.
La missione continua, si parte per la frontiera.



6 commenti:
21 Gennaio 2008 - 10:49
Azz.
21 Gennaio 2008 - 12:11
ninoooooo ma come scrivi bene, che tensione e x fortuna che è finita bene. e il vecchietto? freddato con 8 revolverate? pesaaante! beh tu cerca di non dissentire mai. x riportare i toni su argomenti + leggeri: sabato finalmente la lori mi ha combinato un tavolo di burraco, è stato come un tuffo in ecuador. ma tu con chi giochi? baci tanti
#3 21 Gennaio 2008 - 13:46
tranquilla! purtroppo il burraco è finito in soffitta insieme ai ricordi della nostra splendida vacanza. chissà tra un pò va su a riaprire lo scatolone...
21 Gennaio 2008 - 21:26
immagina che c'è una cretinetta che ti manda sms sull'inter e magari son quei momenti li... se è così scusa. Sò che hai sentito Giulio, lo hai fatto contento. Ha chiuso Volendo.com...eri l'unico cliente rimasto e andandotene... Baci elenafitz
22 Gennaio 2008 - 00:06
Qualsiasi tipo di emergenza, i ragazzi hanno la precedenza, non scherziamo!
I tuoi sms sono il mio cordone ombelicale con lo stadio, mi rendono felice (soprattutto se si vince spesso come adesso...). Ho provato a farmi mandare la spesa di Volendo qui, ma dicono che è complicato...ergo pazienza! un bacio!
22 Gennaio 2008 - 08:40
gaby-zia dice he è il più bel pezzo reportage che abbia letto ultimamente,che sempra una poesia piena di malinconico risentimento eppure l'energia che la pervade sta sperando con tutte le sue forze. Ti chiedo se posso metterlo su un forum di gente intelligente che però ignora questa realtà. Con il tuo nome naturalmente. Qui niente del genere. Ti abbraccia gabi-zia
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