....seconda parte
Ovvio, dall'altro lato si coltiva cocaina, questo fa si che l'esercito colombiano pattugli abbastanza spesso il fiume; i controlli mirano a sequestrare la benzina trasportata sulle canoe dai poveri contadini che la vanno a comprare nel pueblo più vicino per utilizzarla nei motori delle canoe e nei pochi generatori esistenti

E' un pò come se la polizia italiana sequestrasse la benzina della gente che va a lavorare o delle ambulanze solo perchè anche i ladri girano in macchina....
Certo, le acque del fiume dovrebbero essere per metà ecuatoriane e per metà colombiane e l'esercito non dovrebbe avvicinarsi alle coste altrui... ma il diritto qui è pura immaginazione.
Tornando alla “gita” devo dire che il gruppo (eravamo otto) è stato splendido, gran lavoro di equipe e molta intesa con tanti momenti di allegria. Faceva caldo, molto caldo, soprattutto dormendo sul suolo delle piccole costruzioni adibite a scuola, ma in realtà ha piovuto anche molto e ci si è anche dovuti coprire molto...

Un solo lato negativo: le “coloradillas” (perlomeno così chiamate da queste parti perchè su internet in realtà le descrizioni non corrispondono); si tratta di microscopici esserini invisibili che vivono nell'erba delle foreste, non volano, non mordono, semplicemente salgono lungo le gambe e si ficcano sotto la pelle, creando pruriti ed irritazioni insopportabili; ma non è tutto, il peggio è che scelgono i posti più caldi e più inaccessibili, non dico altro...vabbè, se uno resiste dal grattarsi fino a crearsi infezioni, dopo pochi o dopo tanti giorni se ne vanno, non sembrano esserci rimedi! Finora avevo solo vissuto i racconti e le visioni degli altri, ora ho capito che sono molto ma molto più pericolosi della guerriglia!



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