Dal mio diario abbandonato: “12 agosto 2007, ...ed eccomi sul volo Caracas-Quito a raccontare le prime emozioni di un viaggio nella mia vita ... le lacrime spontanee a ricordarmi il momento che vivo, non c'è nostalgia, non c'è tristezza, c'è consapevolezza di quanto mi tengo dentro .... resisterò 6 mesi?”
Ed i mesi sono 7, lunghi e brevissimi, scivolati via come l'acqua battente e fedele compagna di tutte le notti.
E ti domandi se sia verità o immaginazione, realtà o sogno? I tuoi pensieri sensati o lettere scolpite sulle nuvole? Vivere una quotidianità in Amazzonia con una facilità quasi preoccupante, come sia possibile dopo 43 anni nella Milano da bere? Non trovi risposte.
Nel mentre un lavoro difficile, un cambio radicale di strategia, il trovarti nel mezzo di eventi militari e geopolitici finora solo studiati sui libri o raccontati dalla televisione, i rapporti personali che riescono a influenzare l'operatività anche qui dove non dovrebbe essere, la burocrazia, soprattutto il contesto davvero complicato, i progetti che non partono, quanto passerà ancora, quali prospettive, quali attese, quali speranze per la gente di qui?
Sul computer, àncora tecnologica nella vita passata, compare “zio quando torni di nuovo a farci una sorpresa? Sai che mi manchi tanto? Ti voglio tanto bene. Ma cosa fai esattamente lì?” e non sei preparato, cerchi di spiegarle ma ti accorgi di non riuscire.

Nella monotonia dell'unica apparente stagione, percepisci una pioggia meno violenta ma continua ed insistente, il sole sembra calare qualche minuto più tardi, la notte a volte ti copri con un lenzuolo, la domenica delle Palme, la cattedrale stracolma, nelle strade le corone indigene fatte di fili d'erba, la musica che non manca mai.
Piccoli particolari, dettagli del quotidiano.
Torni a casa, cerchi i segni della tua nuova vita, qualcosa manca, vuoti avuti e mai colmati.
La tristezza ti coglie impreparato, ti costringe a scrivere, un sogno, un abbaglio, un fuoco, una passione, un sole.
Ma poi passa, ti ricordi di essere nel mezzo di un film che racconta un'esperienza unica, affascinante, entusiasmante e torni a sognare, il film continua.



2 commenti:
18 Marzo 2008 - 10:22
"Caminante, no hay camino. Se hace camino al andar"...
Provaci, a spiegarle, vedrai che capirà più di quel che credi.... e mentre spieghi a lei... capirai anche tu.
Ti abbraccio, come sempre.
Posta un commento