Qui uno dei problemi maggiori sembra essere la corruzione e la lentezza dell'intervento pubblico. Poco può fare la cooperazione internazionale senza l'intervento statale; è come remare contro corrente. Spesso si ha questa sensazione.
Ieri in una missione in una comunità di frontiera tra le più difficili della provincia, è stata fortissima; qui vivono 6/700 familie, non esiste censimento, però circa l'80% è colombiano, ed il confine è sul fiume adiacente alle abitazioni.

Il posto è accessibile con due ore di strada sterrata ma è comunque in buone condizioni (molte delle comunità di frontiera sono quasi inaccessibili o accessibili solo in canoa). Non c'è elettricità, non c'è “campo” per i telefoni cellulari, non c'è acqua potabile (esiste un sistema artigianale di depurazione dell'acqua del fiume!), non c'è attenzione medica, non c'è polizia, non c'è esercito. Già, l'esercito, qui dovrebbe rappresentare il maggior fattore di protezione, ma si limita a tenere un distaccamento sulla strada a qualche chilometro di distanza dal paese sostenendo di “pattugliare” la zona. Sarà, ma l'impressione che sia una specie di tacita zona franca è forte. Sembra che da questa zona passino armi e non solo.I racconti della gente (un pò arrabbiata) sono di continue incursioni in territorio ecuatoriano di truppe regolari e non; i casi sono numerosi, a volte diventano “incidente diplomatico” tra i due paesi, ma non cambia molto; la gente continua ad essere abbandonata.
La missione di ieri consisteva nella verifica delle possibilità di accoglienza della comunità in caso di afflusso massivo di rifugiati (stiamo “appoggiando” le autorità locali a costruire un piano di contingenza locale, provinciale e nazionale per tali eventi), ma il tema è ovviamente passato in secondo piano ai miei occhi; non so se a quelli delle altre autorità presenti. Il nostro progetto è importante ma gli interventi in zona in quanto a sicurezza, sanità, educazione e infrastrutture lo dovrebbero essere ben di più. Si prende nota, si interverrà sicuramente da parte nostra nell'anno 2008, l'aiuto nostro sarà fondamentale ma molto continuerà a mancare senza una reale politica di intervento pubblico



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