venerdì 16 maggio 2008

una lettera...

mercoledì, 13 febbraio 2008

questa è una lettera che pubblica Grillo sul blog. La scriveun operaio, l'ho trovata bella.

Ieri era una splendida domenica di sole, uno di quei giorni che ti vienevoglia di uscire, di vedere tutto sotto quella luce brillante.

Ma non può (si sa) andare tutto come uno lo immagina. Così vedi che tuamoglie è strana, la vedi pensierosa, e con gli occhi lucidi. Ti avvicinititubante e timoroso e le chiedi cosa è successo. E qui crolla la serenità.Incominci a rinfacciarti che non è più possibile andare avanti cosi; che nonè giusto che lei sia costretta ad andare anche la domenica al lavoro e ilunedì a pulire i negozi per pochi euro. Non trova mai il tempo per staccarela spina, non la porto mai fuori, non le faccio mai una sorpresa, che con lamia misera busta paga non si campa più.

Ha ragione. E' amaro, duro, avvilente, a trentasei anni sono un fallito nonarrivo a 1500 euro.Con un mutuo da 700 euro mensili bollette, auto, tasse emense scolastiche (sì, ho due splendidi bambini), rate dell'auto, benzina,condominio, ecc. non riusciamo neanche a fare la spesa regolarmente.

Così, "incavolato" prendo i due bimbi ed esco con loro, li porto al parcopoi alle giostre li faccio divertire come non facevano da qualche tempo.Verso la via del ritorno li guardavo dallo specchietto retrovisore dellamacchina, li sentivo chiacchierare e ridere, ed ho iniziato a piangere, sì atrentasei anni piangevo come un bambino. Quando ad un tratto mio figlio piùpiccolo, accortosi che piangevo, mi chiede: "cosa c'è papa?". Gli rispondo: "Nulla sono felice perché vi vedo felici". Sono un bugiardo, avrei dovutorispondere che ero triste perché avevo speso gli ultimi 16 euro per le giostre, che mi scusavo con loro perché Babbo Natale non si è potuto permettere la playstation; che non sapevo come pagare due bollette, che ilfrigo è vuoto, che la mamma ha ragione, non le faccio mai una sorpresa.

Caro Beppe il mio è uno sfogo che avrai ricevuto migliaia di volte, ma oggiho deciso di scriverti perché mentre ero davanti alla pressa, mi sonoricordato che circa 10 anni fa mi capitò un piccolo incidente. Una molla diun carrello porta fusti si staccò di colpo e mi colpi di striscio la fronte,mi misero 1 punto di sutura, pochi mesi più tardi arrivò per posta unassegno di 250 mila lire. Mi è balenata l'idea per un attimo di mettere unamano sotto la pressa, così potevo pagare le bollette arretrate. Ma ho avuto paura.

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