lunedì 26 maggio 2008

UNA MISSIONE DI TRE GIORNI SUL FIUME

La settimana scorsa abbiamo finalmente potuto realizzare una missione in una zona lungo il confine dove ancora non eravamo riusciti ad andare per diverse ragioni, non ultima il famoso bombardamento del primo di marzo.
In tre giorni abbiamo visitato undici comunità utilizzando l'unico mezzo di trasporto possibile, la canoa, e dormendo in tenda.
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Si tratta di comunità costituite da 15-30 famiglie, ognuna delle quali vive nella propria abitazione di legno lungo il fiume a distanza di centinaia di metri l'una dall'altra. Normalmente il “centro” di ognuna è rappresentato dalla scuola “primaria”, costituita da una semplice aula e da un maestro, ma purtroppo in 3-4 comunità neanche questa esiste.
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Il fatto che i giovani dai 10-12 anni in su non possano continuare gli studi è una tragica realtà di tutta la zona, ma che i bambini non possano neppure imparare a leggere e scrivere rappresenta una tremenda vergogna per tutti.
La povertà, anche se minore di altre zone, è evidente; si tratta di contadini o allevatori di bestiame, per i quali tuttavia l'alimentazione, probabilmente troppo poco varia, non pare costituire un problema.
Forse traffici di vario tipo aiutano a migliorare la situazione economica.
L'elettricità è un sogno irrealizzabile, anche i pannelli solari, incontrati in altre zone, qui non sono arrivati; i centri di assistenza sanitaria sono distanti chilometri e chilometri e la mancanza di canoe e motori fuoribordo non consentono quasi mai di usufruirne.
La popolazione è costituita per larga maggioranza da colombiani, spesso trasferitisi qui da decenni, ma il flusso di gente in arrivo è costante. Moltissimi sono gli indigeni e molti anche gli Afro.
L'utilizzo pressoché esclusivo dell'acqua contaminata del fiume (senza mai bollirla), insieme alla malaria, al dengue, alla TBC, alla malattie respiratorie costituiscono le emergenze sanitarie trasformatesi in normalità di vita.
Le precarie condizioni di sicurezza dovute ai frequenti scontri armati aldilà del fiume e agli sconfinamenti creano un altro tipo di anormale assuefazione.
Forse proprio la palese pericolosità della zona è alla base della totale mancanza di servizi pubblici; ovviamente ciò non è una scusante per nessuno.
nini

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao ecco un commento M.

Anonimo ha detto...

commento nuovo ciao !

Anonimo ha detto...

"Comprenderàs que puede nevar en primavera
y que en la primavera las nieves son màs crudas"
"El rìo anuda al mar su lamento ostinado"

A veces es suficiente la sonrisa de un nino descalzo para cambiarte la vida...