Giornata Mondiale del Rifugiato

Perché una Giornata Mondiale del Rifugiato
Per anni, molti paesi e regioni hanno celebrato le loro giornate, o anche settimane, del rifugiato. Di queste celebrazioni, una delle più famose era l'Africa Refugee Day, che già in diversi paesi del continente si celebrava il 20 giugno. Come espressione di solidarietà con l'Africa, che ospita milioni di rifugiati e che ha sempre tradizionalmente mostrato grande generosità verso di loro, nel 2000 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimità una speciale Risoluzione che ha designato il 20 giugno di ogni anno come la Giornata Mondiale del Rifugiato.
La Giornata Mondiale del Rifugiato dovrebbe costituire un momento per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione dei rifugiati e sull’inesauribile coraggio che impiegano in ogni fase della loro personale vicenda: se gli stessi rifugiati si rifiutano di abbandonare la speranza, come possiamo farlo noi?
La Giornata Mondiale del Rifugiato è un omaggio all'indomabile energia e coraggio dei rifugiati di tutto il mondo, e come tale dovrebbe essere una vera celebrazione. In tutto il mondo questa giornata di festa e omaggio si esprime in centinaia di modi diversi, da concerti rock a conferenze a commemorazioni religiose. Ma che venga celebrata con una semplice festa di paese, con un’iniziativa scolastica o con una cerimonia delle Nazioni Unite, il 20 giugno è una giornata nella quale pensiamo ai rifugiati di tutto il mondo ed estendiamo a loro il nostro incoraggiamento, sostegno e rispetto.
“Vi esorto a celebrare lo straordinario coraggio
e il contributo apportato dai rifugiati di ieri e di oggi”
[Kofi Annan, ex Segretario Generale delle Nazioni Unite]



5 commenti:
Noto in queste ultimi giorni che il blog si e improvvisamente animato con varie opinioni tutte come sempre rispettabili come le opinioni pacate devono essere.
Alcuni pongono pero strane classificazioni come: comunitari,neocomunitari, extracomunitari. Vorrei solo ricordare che se 60 anni fa qualcuno avesse tracciato una riga un po piu a sinistra sulla carta geografica oggi non saremmo qui ad attegiarci da soloni.Vi racconto questo perche tre anni fa ho sposato una neocomunitaria e mio figlio di un anno,per ora, e solamente neocomunitario per nostra scelta.
Mi capita spesso di risiedere in questo paese neocomunitario dove una ragazza alle due del mattino puo tranquillamente prendere un bus senza timori. L' immagine che si ha di noi italiani qui e miserevole : la prima notizia sono le nozze di.... o l'immondizia di...o il nano col trapianto che litiga con...ed e quindi naturale che non sappiamo gestire il problema dei migranti ne tanto meno quello dei rifugiati, noi purtroppo non sappiamo piu gestire nemmeno noi stessi. Forza Andrea.
Il candelun
P.S. scusate gli accenti ma la tastiera neocomunitaria non li prevede
"Proteggere i rifugiati è un dovere. Essere protetti è un diritto". Lo slogan della Giornata mondiale dei rifugiati, che si celebra oggi grazie all'Alto commissariato ONU per i rifugiati, è davvero semplice semplice. Sarebbe perfino banale in un altro mondo. Ma in questo mondo no. Parole buoniste piovono da tutti gli angoli, anche quando il sole spacca le pietre. E intanto si prendono decisioni terribili, anche se "caramellate", ricoperte di una glassa dolciastra e opaca. In un mondo scosso da guerre, da carestie, dall'aumento vertiginoso dei prezzi dei prodotti alimentari, come si fa a essere a favore dei diritti umani e, al tempo stesso una direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari come quella votata ieri dal Parlamento Europeo? Una direttiva ingiustamente repressiva, che colpisce con tempi di detenzione amministrativa assurdamente lunghi (fino a un anno e mezzo) i migranti irregolari (compresi i richiedenti asilo), con il divieto di reingresso per cinque anni, con il rinvio in paesi in cui i diritti umani non sono minimamente rispettati... Perfino i minori potranno essere cacciati, se non accompagnati, e detenuti nei "campi di permanenza temporanea" (temporanea a parole... 18 mesi di prigionia sono un'eternità). Strano mondo. Le banalità suonano come promesse altisonanti, mentre il peggio dell'odio umano suona come una banalità.
http://noirpink.blogspot.com/2008/06/attualit-un-rifugio-per-i-rifugiati-non.html
Non mi sono mai piaciuti i "giorni".
Il giorno dei rifugiati, quello dei nonni, della mamma, del papà, del fanciullo, dei nonni, degli innamorati, delle donne, degli handicappati... Sanno di stereotipi commerciali e perdono totalmente di significato.
Anche la giornata dei rifugiati. Se n'è parlato un pò sui giornali, qualcuno ha appreso dell'esistenza di questa "categoria", qualcun altro ha cercato di approfondire, i più volonterosi hanno capito che rappresentano un problema. Ma siamo davvero convinti che chi si è fermato a riflettere oggi, domani continui a pensarci o, ancora meglio, si risolva a fare qualcosa?
Non basta una "giornata", non bastano le manifestazioni di questa "giornata", non basta una parentesi in un mondo che fa fatica ad aprirsi anche al vicino di pianerottolo.
Eppure fa parte di quei piccoli passi che, a volte, portano ad attenuare, se non a risolvere, i problemi. Se anche una sola persona raccoglie il messaggio, la "giornata del rifugiato" non sarà andata del tutto perduta.
So che sono un pò pessimista su questo punto, ma vedo troppo disinteresse per gli altri intorno a me perchè riesca a pensare che una sola giornata possa migliorare la situazione.
Però è bello credere nei sogni. se ci si crede fermamente, a volte capita che si avverino...
Io vi leggo così volentieri. Davvero. Siamo capaci,sicuramente anch'io lo sarei, di ragionamenti così pieni di "buon senso" di civiltà...eppure si sente anche il clima perplesso ,anzi( ricordate il bellissimo "mi perplimo"),una infelicità di fondo ,che è poi quella che ci abbatte. Sono al 100per cento d'accordo con l'anonimo che non ama celebrazioni di nessun tipo perchè sembrano svegliare qualcosa ,una sorta di Feste tristi di fondo, capite,Festa,con le sue speculazioni,la falsa riga della compartecipazione ...Però se non ci fossero nemmeno quel poco verrebbe fuori. Perciò ben vengano. Io sono fglia e nipote di famiglie che ha migrato praticamente tutto il centroeuropa,che si sono incrociate all'estero, che hanno lavorato,fatto la guerra, sono tornate qui,che hanno dovuto bussare alle porte di diversi paesi... ma vi assicuro, quando hai buone intenzioni,e vuoi lavorare bene,puoi tenere la testa alta e sei già a buon punto.Quand'è così la gente ti vuole,non ti respinge. Certamente la migrazione in massa che abbiamo subito in Italia (e sappiamo perchè)ha stravolto molto l'equilibrio di accoglienza. Non è vero che l'immagine di noi italiani è miserevole..sono singoli,e la mania nostra di picchiarci sui cosiddetti,rimboccando poco le maniche in merito alla malavita ,anzi ne facciamo cinema,esportiamo in tutto il mondo la nostra parte peggiore,ci crogioliamo in denunce e lamenti..ma di fatto? Giri di vite non ne vogliamo, Però grazie a te Andrea e tutte le persone come te che agite informate,sollevate gli animi. Gabyzia
beh andrea, per la giornata mondiale del rifugiato io festeggio te e le persone come te che ogni giorno, in prima persona, fanno del loro meglio perchè questa piccola terra migliori, percheè le persone migliorino...bravo andrea...
tizi
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