venerdì 6 giugno 2008

ITALIA PAESE RAZZISTA?

Vivo in un posto dove il razzismo e la xenofobia sono presenti; dove lo straniero (colombiano) è spesso visto come delinquente , guerrigliero o sicario, e a volte è vero.
Vivevo in un paese (l'Italia) dove il razzismo e la xenofobia sono presenti; dove lo straniero (africano, asiatico, sudamericano e persino europeo) è spesso visto come delinquente, stupratore, ladro, commerciante di droga, e a volte è vero.
Qui, quando mi capita di parlare con qualcuno (gente di strada, militari, funzionari pubblici) che esprime i suoi sentimenti di razzismo e di rifiuto dello straniero, cerco di spiegare che non sono tutti delinquenti, che anzi, avendo l'opportunità di lavorare tutti i giorni con loro, constato che la maggior parte è gente normale, come gli altri, che arriva da zone di guerra, e per questo più bisognosa di aiuto.
In Italia, quando mi capitava di parlare con qualcuno (gente di strada, amici, conoscenti) che esprimeva i suoi sentimenti di razzismo o chiusura verso gli stranieri, cercavo di spiegare che non tutti gli stranieri sono stupratori o commercianti di droga, anzi la stragrande maggioranza sono persone che lavorano onestamente (magari non in regola e sfruttati) o che arrivano da zone del mondo dove si muore di fame.
Qui, quando parlavo di razzismo e xenofobia, dicevo che dopotutto è così in tutto il mondo, e che in realtà non ci sono grandi differenze con l'Italia.
Mi sbagliavo.
La differenza in realtà è grande.
L'Italia si vanta di essere un paese "sviluppato e ricco", ma si permette di rifiutare e parlare male di quella stessa gente di cui ha disperato bisogno per svolgere mansioni lavorative che gli "sviluppati e ricchi" si rifiutano di svolgere.
L'Italia si vanta di essere un paese "democratico e libero", ma si permette di fare una legge che permette di incarcerare una persona solo perchè si trova sul suo territorio e senza aver commesso nessun crimine.
In Italia non c'è la guerra e la violenza così vicina, in Italia la gente ha studiato mentre qui aver fatto le elementari è spesso già molto.
In Italia la gente ha tutto, qui la povertà è altissima.
Si, mi sbagliavo, da queste parti è tutto molto più comprensibile.
Quando ero ragazzino in Italia non c'erano neri, asiatici, arabi o sudamericani per le strade, ora ce ne sono tantissimi; su tram, bus e metropolitane è un tripudio di colori, usanze e idiomi differenti.
Forse basterebbe ripartire dalla semplice considerazione che non c'è niente di più bello e allegro di vedere queste diversità.
E invece, in nome di una presunta necessità di sicurezza, si creano barriere, si chiudono le frontiere, si dipinge il male come sinonimo di straniero, si instiga all'odio del diverso. E il prossimo passo sarà di costruire muri con fili spinati come tra Messico e Stati Uniti, o come in Palestina.
Rimane una sola speranza: che siano i bambini di oggi, che dividono i banchi di scuola coi loro amici neri e magari musulmani ad insegnarci cosa vuol dire vivere con i propri simili.
razzismo

P.s.: lo spunto per scrivere queste righe mi è venuto da questa lettera dall'estero di un'italiana
P.p.s.: mi fa strano condividere la posizione del Vaticano sulla nuova legge...

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai ragione. Il razzismo e la xenofobia imperversano ovunque, ma soprattutto nei paesi maggiormente colpiti da ondate anomale di immigrazione, incapaci di far fronte a un'umanità prostrata, ferita, spogliata di tutto a partire dalla propria dignità. Un'umanità diversa, e per ciò stesso temibile. Fin dai tempi più antichi le persone che non corrispondevano a determinati "canoni" venivano emarginate, si diffidava degli "stranieri". Le cose non sono cambiate, sono solo peggiorate perchè sono aumentati i problemi. Ogni paese ha un livello di "saturazione" per l'accoglimento di profughi stranieri, oltre il quale la mancanza di strutture primarie rende difficile qualsiasi tipo di aiuto. E se è vero che tanti stranieri sono gente onesta e desiderosa solo di lasciarsi alle spalle un passato di orrori e tragedie, è altrettanto incontestabile che sia aumentato statisticamente il numero di reati perpetrati dagli immigrati. Cosa che, se ci pensi, è inevitabile, perchè si tratta di una questione di sopravvivenza. Se questi poverettti non hanno da mangiare e non trovano lavoro, è inevitabile che rubino. Se qualcuno offre loro lavori sporchi ma facili e redditizi, come spaccio, sfruttamento della prostituzione, regolamenti conti, rapine e via dicendo, che cos'hanno da perdere ad accettare? E la gente ha paura. Ed è inevitabile che sia così. E' anche una questione di sicurezza. E la paura e l'insicurezza fomentano quel razzismo che non dovrebbe aver ragione di esistere in un mondo sempre più multietnico, in cui le razze si mescolano con sempre maggior frequenza. Anche tu, a ben vedere, ti trovi in un posto con il precipuo scopo di agevolare l'inserimento di persone in fuga in comunità di un altro paese, fornendo loro quantomeno gli aiuti primari. Ci sono sempre due lati della medaglia e tante facce di una medesima verità. Sarebbe bello che tutte convivevessero in una beata armonia, ma purtroppo non è così. Per cui l'unico modo per ridurre i focolai di razzismo è quello di attenuare il sentimento di paura, e il solo sistema per impedire che quest'ultimo si generi è di creare strutture che consentano un'integrazione pacifica delle diverse etnie. Questo in molti paesi e nelle zone di molte città accade già, ma solo perchè esistono strumanti adeguati a far fronte alle diversità. E' forse più facile condannare il razzismo che capirlo, ma è indispensabile partire dalla comprensione della cause del suo insorgere per poter intervenire alla radice. L'Italia non è così diversa dal resto del mondo. Non ha guerre vicine, ma ha guerre interne. Gli italiani non parlano male delle persone che lavorano onestamente, ma di tutte quelle che non lo fanno. La legge di cui parli è abominevole e spero solo che ne venga impedita con ogni forza l'applicazione. Ma la povertà esiste anche qui, sai? E' una povertà più nascosta, ma altrettanto dolorosa, forse solo meno diffusa. Non perdere di obiettività sull'onda dell'indignazione provocata da informazioni che ti vengono da lontano. Sei disilluso, arrabbiato ferito, ti senti impotente di fronte a tutto questo, ma non "chiuderti" di fronte a quello che non vorresti. Puoi solo prendere atto della sua esistenza. E continuare, con determazione, con speranza, con coraggio, con fiducia, con idealismo, con la forza della mente ma soprattutto con lo slancio del cuore, a seguire il cammino che hai intrapreso. Sarà anche solo una goccia d'acqua in un fiume, ma tante gocce insieme possono far cambiare il corso dell'acqua.
Non lasciarti scoraggiare da questi momenti. Passano. Vai avanti finchè ne senti la spinta. Tanto so che non si esurirà tanto presto...
Un bacio

Anonimo ha detto...

da piccolo mi dicevano sempre la Storia insegna, lo credo ancora: ELLIS ISLAND New York un commento a caso tra i tanti sul sito ufficiale: I racconti di mia nonna e di mia madre mi hanno portato a frequentare questo sito, alla ricerca di nomi e di date. Sono tante le persone di cui ho trovato notizie precise, che però riguardano soltanto il giorno del loro arrivo sotto la statua della Libertà, oltre alla loro età e al paese di provenienza. In questo caso si tratta di un piccolo centro della Calabria, da cui sono partiti a migliaia. Fra loro, anche un nonno che è tornato e uno zio che è invece rimasto in Pennsylvania.. E' morto l'anno scorso all'età di 102 anni. Ci siamo incontrati due volte. Era una persona eccezionale. Lasciò l'Italia quando era appena sedicenne e riusci' a integrarsi perfettamente. Mi raccontò di Ellis Island, del pathos che vi regnava e della gioia e dell'inquietudine che convivevano nei nuovi arrivati. Lui era pieno di speranze che riusci' in buona parte a trasformare in realtà. E' la storia di molti dei nostri emigrati.

Anonimo ha detto...

non siamo ne razzisti ne xenofobi.. e solo chè siamo.. stanchi di essere aggrediti.. derubati.. ed anchè uccisi.. da queste persone.
l'immigrato.. e ben voluto.. se viene per lavorare nessuno.. fà obBiezione, l'italia stà incominciando a somigliare all'america anni 30.. quando.. tra italiani.. irlandesi, ebrei, e polacchi.. si spartirono.. l'america. .. in affari illeciti... quindi..l'italia.. adesso.. e invasa.. da africani, rumeni, russi, polacchi,cinesi.. albanesi ecccc....e non tutti entrano. ..per un lavoro.. pulito.. se guardimo le cronache vediamo.. (rumeni, albanesi rapine in negozi e ville.. traffico di droga,cinesi.. affari illeciti.. alimentari, droga, ed altro. . e questo per tutti gl'altri.)e poi ci sono.. i rom.. popolazione.. nomade(io direi parassiti) visto.. chè questa gente.. di lavoro.. lecito.. neanchè a parlarne, i loro campi sono.. un ricettacolo.. di persone losche.. chè trattano tutto dalla droga alle armi.. alla ricettazzione di tutto quello chè viene rubato (oro gioielli,macchine,eccc.
e voi parlate di razzismo.. o xenofobia, nessuno e xenofobo.. o razzista..! ma chiediamo.. troppo a dire questa gente non la vogliamo.. perchè vorremmo.. vivere in santa pace,nelle nostre case, e se andiamo a far compere non vogliamo rischiare di essere sparati.. mentre rapinano.. il negozio.
se per voi siamo.. razzisti per questi.. motivi..allora si siamo razzisti(SONO RAZZISTA) scusate ma e cosi !grazie.
FABIO

Anonimo ha detto...

Sul primo commento (perchè non ti firmi?): concordo su tutto, l'unica parola che ormai non riesco più a sentire è "sicurezza", storpiata e abusata per ragioni elettorali; che sicurezza è quella delimitata da barriere e muri aldifuori dei quali è solo guerra e desolazione? e non mi scoraggio.
Mauro: molto bello il tuo riferimento, la nostra memoria storica ne ha bisogno.
Fabio (quale?): rispetto la tua analisi ma non concordo su nulla. Troppo facile assimilare i delinquenti agli stranieri, tutti sappiamo che non è così; da quando ci sono gli stranieri sembra che i delinquenti italiani siano spariti? ma chi ci crede? rispetto, integrazione, altruismo, comprensione sembrano concetti ormai dimenticati nella tua analisi. meglio riflettere un pò di più. Grazie comunque per il commento! Andrea

Anonimo ha detto...

Non mi firmo perchè spero che prima o poi tu mi riconosca! E' il quarto commento dopo le tue lamentele e sei ancora lì a chiederti chi sono? Non perdo comunque le speranze. A Napoli dicono che "dalle dalle se scassa anche o' metalle!". Necesitas traducciòn? By the way, sicurezza non è quella delimitata da muri e barriere al di fuori dei quali è solo guerra e desolazione. Sicurezza è quella dove tutti possono vivere al di fuori della guerra e della desolazione. E l'elemento primario perchè ciò avvenga è il rispetto: sia verso le culture diverse dalle nostre che da parte di queste culture nei nostri confronti. La libertà di ciascuno finisce dove incomincia quella degli altri. E non è razzismo pretendere che tutti coloro che vivono in una determinata comunità (stranieri e non) ne rispettino le regole.
Hai capito chi sono finalmente? Se no sei veramente senza speranze! Anonim/a. Un besito, ecuadoreno (questo, nel caso non te ne fossi accorto, è un enorme indizio!)

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea, ti ho provato a scrivere su Splinder ma non rispondevi.
Volevo darti una notizia: io e Cristina aspettiamo una bambina
Fatti vivo, dimmi come contattarti.
Mi puoi rispondere su Splinder

Un abbraccio
Michele

Anonimo ha detto...

Andrea apri gl occhi: qui in Italia basta aprire ogni giorno la cronaca nera di un giornale qualsiasi per accorgersi che la maggior parte degli atti illeciti sono compiuti da stranieri.Arrivano a frotte soprattutto dai nuovi paesi entrati da poco nella Ue dove mancano i controlli alla frontiera.Non è questione di essere razzisti e la cruda e spiacevole realtà vissuta anche di persona. E' chiaro che non bisogna generalizzare ma sono d'accordo sul fatto che l'Italia debba ospitare solo persone in grado di dimostrare di poter ottenere un posto di lavoro onesto.La paura esiste perchè i fatti di ogni giorno la incrementano. Sono abbastanza d'accordo con Fabio.
Donne sfruttate,stuprate ammazzate di botte, considerate peggio degli animali.
Chissà di chi è questa mentalità "talebana"? sicuramente non italiana.Io non sono razzista, sono la prima a cedere il posto in tram ad una zingara in cinta, a comprare dai marocchini che ti inseguono per venderti qualche ciaffo, a dare di nascosto un biglietto del tram ad una donna extracomunitaria con i bimbi salita senza biglietto, a stringere la mano ad una persona di colore che ti si para davanti all'improvviso salutandoti e chiedendoti qualche spicciolo come elemosina,........ ma credimi bisogna assolutamente controllare di più l'esodo degli stranieri in Italia soprattutto dai paesi dell'EST.
Non è questione di essere prevenuti.
Ma bisogna essere realisti.
Ripeto, non bisogna generalizzare ma occorre porre rimedio a questa situazione incresciosa che sta via via peggiorando ogni giorno di più.

Un bacio

PAM

Anonimo ha detto...

dico solo che :
la buraocrazia per avere un permesso di soggiorno è lunghissima (anche se hai un lavoro)e assurda-

quando leggi il giornale è vero che si legge del rumeno che ha rapinato una farmacia, ma molto poco si legge delle violenze tra le mura domestiche (sono la maggioranza e fatte da nostri connazionali)

il lavoro nero non è nero per il colore della pelle di chi lo fa, è nero perchè è sporca l'ipocrisia di chi condanna il clasndestino ma lo sfrutta pagandolo una miseria e togliendogli ogni diritto

non vado oltre perchè sarebbe ancora lungo l'elenco..

credo che il nostro simpatico governo sappia ben condurre i giochi, sfuttando la nostra italietta, la nostra tutto sommato superficialità,,,,,
ma si.. diamo la colpa all'extracomunitario se viviamo una vita che non ci piace, poveri ma con 3 telefonini, un plasma da 38 pollici per vedere l'italia..(pagato a rate)...

è che la gente per strada è incazzata ..ma tanto..se la semaforo diventato verde non chizzi via..ti arriva di ogni....

ma vivere un po di pù in campagna, a contatto con la natura, facendo un o meno finta di essere il capo nel mondo nooooo???

Relax...
ciao tiz

andrea ha detto...

PAM:
"la maggior parte degli atti illeciti sono compiuti da stranieri"
ma chi ci crede?
"Donne sfruttate,stuprate ammazzate di botte, considerate peggio degli animali"
ma dove?
"Chissà di chi è questa mentalità "talebana"?"
ma quali talebani, andiamo in medioriente a vedere come si comporta la stragrande maggioranza della gente.
che triste...preconcetti confezionati dai giornali e dai politici per conquistarsi voti, esagerazioni che creano solo odio invece di creare compassione ed amore.
Ripeto, non è con i muri che si risolve il problema dell'immigrazione, non è con il carcere a innocenti che si aiutano le persone. Così si fomentano sentimenti di disprezzo e odio e si crea una tremenda reputazione degli italiani (forse ormai veritiera). Scusa PAM non condivido proprio.

Anonimo ha detto...

Oggi, 9 febbraio, 2009, si puo' dire - piu' che mai - l'Italia e' un paese razzista! L'odio contro lo straniero in questo paese e' palpabile - e possiamo dire che sotto i mafiosi (si intende "governo") dello gnomo Berlusconi l'Italia e' oggi il Quarto Reich. Sono l'italiani coloro che hanno introdotto le leggi raziali nel '38... non dimentichiamolo!!!! Oggi non si tratta degli ebrei... oggi l'odio e' per chiunque non e' italiano!!! Si sente da ogni parte del paese dei fascisti: l'Italia per gli italiani! Invece di affrontare il vero problema del paese, cioe' la Mafia, causa dei loro problemi, preferiscono dare la colpa agli immigrati. Complimenti Italiani - popolo davvero maturo!