
Un giorno di vacanza a Quito, senza programmi, lontano da Lago, la gente lavora, io cammino senza meta, entro in un parco, rallento, mi adagio su un prato, il sole brucia, solo a tratti le nubi rinfrescano l'aria.
I pensieri corrono, confusi, inizio a sognare.
Sogno un mondo migliore, senza guerre, la Colombia in pace, i rifugiati che tornano a casa, le violenze finite.
Sogno di viaggiare senza limiti, sogno il Tibet, l'Afghanistan, l'Iraq, terre libere e ritornate in pace.
Sogno l'Africa dove la gente non muore di fame, dove i giovani non sono falcidiati dall'Aids.
Sogno la sentinella del mondo che non spara più, sogno il terrorismo un ricordo.
Sogno i ghiacciai che ricrescono, sogno il rispetto degli immigrati.
Sogno un mondo fantastico, la gente che si saluta, che si sorride, che si ama.
Sogno...alcuni passanti mi distraggono, mi guardano perplessi, il sogno svanisce, la realtà riaffiora.
Forse bisognerebbe sognare di più, tutti, forse basta crederci.



3 commenti:
Se tutti noi mettessimo in pratica un piccolo sogno al giorno, il mondo piano piano assumerebbe un volto piu umano.
Comunque sei fortunato a poterti sdraiare nei parchi di Quito;in Italia, alcuni sindaci, hanno vietato ,con specifica ordinanza,di coricarsi sui prati dei parchi comunali per evitare di sognare troppo.
Tuo Candelun
Andrea, sei stato nominato per il Blog Day 2008.
;-)
rivedere cosa dice O. Wilde pubblicato da saamaya.
Meno male che sei anche concreto.bacigabyzia
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