sabato 7 febbraio 2009

UN PAESE CATTIVO

Continua ad essere difficile scrivere da Milano, pochi spunti, poche emozioni, poche sensazioni buone da trasmettere.
L'argomento principale rimane la constatazione di come il nostro paese stia cambiando, velocemente.
Ce ne si rende conto per strada, al bar, guardando la televisione, navigando su internet e soprattutto seguendo la politica.
Concetti semplici e chiari sembrano essere all'ordine del giorno: violenza fisica e verbale dilagante, rifiuto del diverso, razzismo, ignoranza, a tutti i livelli.
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Un paese che non ha una parola buona ma che anzi sostiene di dover essere "cattivi" con uno straniero povero e disperato non è il mio paese.
Un paese che spinge un medico a denunciare una persona malata perchè si rivolge a lui per farsi curare non è il mio paese.
Un paese che prevede pene più restrittive per i reati commessi da persone con pelle diversa solo perchè irregolari, non è il mio paese.
Un paese che permette agli immigrati di vivere nelle terribili condizioni dei centri di accoglienza esistenti non è il mio paese.
Un paese che tenta in tutti i modi (ora anche economicamente) di ostacolare il rinnovo dei permessi di soggiorno non è il mio paese.
Politici, cittadini, media, troppi sono d'accordo, l'Italia è cambiata, è diventata cattiva e meschina.

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